5 tipi di terriccio e terreni per le nostre piante

Tipi di Terreni e terriccio

Materiali per la costituzione di un substrato

terriccioTerreni e terriccio – La realizzazione di un substrato può essere effettuata impiegando una gran varietà di materiali con caratteristiche molto diverse. La scelta può spaziare da prodotti di origine organica o minerale che sono presenti in natura e che vengono sottoposti o meno a lavorazioni particolari (es. torba, perlite, vermiculite), ad altri di origine organica che derivano dall’attività umana (es. scarti o sottoprodotti delle attività agricola, industriale e urbana), ad altri ancora di origine industriale ottenuti con processi di sintesi (es. polistirolo). Per certe colture, fino ad un recente passato, si faceva ricorso anche al solo terreno agrario o naturale (terra di brughiera e terra di bosco) o terricci (terriccio di bosco e terriccio di foglie) o, più frequentemente, a miscugli che contenevano tali componenti in rapporti variabili. Al momento attuale, invece, questi prodotti sono sempre meno utilizzati nelle coltivazioni industriali,
mentre trovano un certo interesse nel settore dell’hobbista. Il loro attuale scarso impiego è dovuto principalmente alla non totale assenza di parassiti, soprattutto fungini, che non consentono di garantire i requisiti di sanità sempre più richiesti ai mezzi di allevamento. Inoltre la qualità di questi componenti non è stabile nel tempo, ma soggetta a variazioni legate alle condizioni pedoclimatiche e vegetazionali presenti nelle zone in cui vengono raccolti. Pertanto, in questa sede, verranno riferite, sinteticamente, soltanto alcune tra le principali caratteristiche di tali materiali.

Terreno Agrario

Il terreno agrario può essere utilizzato quale componente dei mezzi di crescita, purchè sia ben strutturato e sano. Sono da preferire terreni sciolti o terreni franchi, con basso tenore in limo. Prima del suo impiego, è necessario sottoporlo a sterilizzazione, eventuale correzione del pH e deve essere concimato apportando, in particolare, fosforo e microelementi (es. 1-2 kg m–3 di perfosfato minerale 18-19%). Buona CSC è garantita dalla presenza di torba e sabbia nel miscuglio.

Terra di Brughiera

Le terre di brughiera più adatte si prelevano dallo strato più superficiale di terreno (10-20 cm), su altipiani a 600-1500 m s.l.m. e derivano dalla decomposizione di alcune ericacee, graminacee e felci. Sono generalmente di natura sabbiosa, ricche di sostanza organica ben umificata (3-10%), povere di calcare (2.0-3.5%) e di elementi nutritivi, a reazione acida o subacida (pH 3.0-6.0), presentano buona capacità di drenaggio e discreta capacità di ritenzione idrica. Vengono impiegate in miscugli nella coltivazione di tutte le specie calcifughe (azalea, camelia, erica, gardenia, ortensia, rododendro) previa setacciatura.

Terra di Bosco

Questo materiale si preleva al di sotto dello strato di residui vegetali non ancora ben decomposti in boschi di latifoglie o aghifoglie. La terra di bosco è di colore nero, in quanto ricca di sostanza organica ben umificata (10-15%), è ben dotata di elementi nutritivi e possiede una struttura porosa stabile, con buona capacità per l’aria e per l’acqua. Può essere utilizzata in miscuglio, con torba e letame, per la coltivazione di piante come l’aucuba, camelia, ficus, gardenia, ortensia.

Terriccio di Bosco

Il terriccio di bosco è rappresentato dai residui organici (foglie, cortecce e rami) che si accumulano col tempo, dai quali viene scartato lo strato più superficiale indecomposto. Può derivare da sole latifoglie (leccio, olmo, frassino, ecc.) o latifoglie e conifere (abete, larice, pino). La sostanza organica può variare dal 25% al 40%, il pH è condizionato dalle specie (es. conifere, pH 5.0-5.5; latifoglie, pH 6.3-7.3). Prima dell’impiego il materiale va compostato, sfibrato e setacciato.

Terriccio di Foglie

Deriva dalle foglie di latifoglie (faggio, quercia, castagno, platano, acero, olmo) o di conifere, fatte fermentare in cumuli al coperto per 2-6 mesi, inumidite e concimate con solfato o nitrato ammonico (1-2 kg m -3). Tra le latifoglie, sono da preferire le foglie di faggio poiché: si decompongono lentamente, presentano il 35-40% di s.o., capacità di ritenzione idrica e porosità libera rispettivamente pari al 40-50% e 30-35% del volume, pH 5.5-6.0, sufficiente potere tampone e CSC di 45-55 meq%. Il terriccio di foglie di faggio può essere utilizzato da solo o in miscugli con torba (rapporto 1:1) per le colture in vaso. Tra le conifere si impiegano foglie di Pinus picea e di Picea excelsa (abete rosso). Foglie di altre conifere sono da evitare per la presenza di sostanze resinose in eccesso. Alla raccolta, viene prelevato soltanto lo strato di aghi più superficiale, non decomposto, che viene utilizzato, previo sminuzzamento in pezzetti da 1.0-2.5 cm. Il terriccio presenta: 35-45% di s.o., porosità libera 50-60% del volume, capacità di ritenzione idrica 13-17% del volume, CSC 70-80 meq%, pH 4.5-6.7. In miscuglio con il 30-50% di torba in volume, è particolarmente adatto per l’allevamento di specie epifite, come le Bromeliacee (Aechmea, Guzmania, Nidularium), di azalee e rododendri.
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